RiMaflow 1: Un racconto di Gigi Malabarba – a cura di Officina Multimediale

Chi si ricorda del “Socialismo Umanitario”, di Blanc, degli Atelier Sociaux?

Il padrone ha rubato il marchio e le commesse della Maflow e ha portato la produzione in Polonia lasciando a casa 330 lavoratori e lavoratrici. Una ventina di questi non si sono rassegnati alla chiusura definitiva dello stabilimento e, nonostante gli accordi sindacali non abbiano consentito di poter recuperare i macchinari più efficienti, ha deciso comunque di riappropriarsi della fabbrica. Ispirandosi all’esperienza argentina delle fabricas recuperadas e al loro slogan ocupar, resistir, producir, da febbraio 2013 hanno occupato i 30mila metri quadri dello stabilimento, hanno resistito superando le difficoltà di una condizione di illegalità e hanno iniziato un percorso di produzione basato sulla riconversione in senso ecologico. Oggi, a nove mesi di distanza, comincia a prendere forma > la ‘cittadella dell’altra economia’, costituita da una piccola attività di riuso e riciclo degli apparecchi elettrici ed elettronici (raee), alcune attività artigianali, un mercato dell’usato con oltre 60 espositori permanenti a fine settimana, iniziative culturali e di spettacolo e una base logistica per i produttori del Parco agricolo Sud Milano e per l’Associazione Sos Rosarno in collegamento con i gruppi di acquisto solidale. Con ‘obiettivo di rafforzare comunque la produzione attorno al raee, perchè RiMaflow deve tornare ad essere una fabbrica. Senza padroni.

Gigi Malabarba. Operaio alla catena di montaggio all’Alfa Romeo di Arese per oltre 30 anni, con esperienze sindacali nella Fiom prima e nel sindacalismo di base poi, militante politico a sinistra con una parentesi istituzionale al Senato e ritornato poi in mobilità al momento della chiusura dell’Alfa, partecipa al progetto di autogestione conflittuale come socio volontario in RiMaflow e nella Rete politico-sociale di Communia, recentemente costituita. La politica buona, quella vera, dopo il fallimento di tutti i ceti politici della sinistra, nessuno escluso, può rinascere oggi solo dal conflitto sociale. Ha pubblicato: Dai Cobas al > sindacato (1995), Il salario sociale (1998), Segreti e bugie di Stato (2005); e ha collaborato al volume collettaneo Come si esce dalla crisi (2013) sull’esperienza di RiMaflow.

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